[recto]

[main de Ghino]

  + Al nome di Dio. A dì XVI d’aghosto 1387.

 Caro fratello, egli è più dì che non t’ò scritto per non esere esuto di bisognio, e la chagione di questa(a) si è per richordarti che sopra(b) al fatto de’ danari che Amdrea de’ avere da le rede di Nofri di Puccio [Monachini] tu tengha que’(a) buoni modi che saprai(c), sì che giusta tu’ possa Andr[e]a non sia perdente(d). Ò fidanza in te che ne fai e farai(e) chome di tuoi propi fatti.

 Sarebbi [= sarebbemi ?] charo sapere che seguito ne sia e se credi se n’abbi mai nulla e quello ne speri(f). Se la penna non ti grava, avisamene.

 Egli è buon dì ch’io non ebbi lettara d’Andrea. La chagione non so. Pensomi non sia a Vignon<e>(g). Avisami s’è a Vignone che tu sappi e quanto(a) è che da lui avesti letera. Stoldo, io ò desidero di sentire com’egli à fatto con Francescho per lo tempo(h) a venire da gienaio innanzi. E pertanto, se alchuna chosa ne sai, che pemso di sì, avisamene.

 Quando Iachopo di Tibaldo [= Iacopo di Tedaldo Benozzi] venne qui(a), mi disse come avevi tolto donna, de la qual(a) chosa fui molto(i) alegro, pensando d’ogni tuo stato e consolazione. Idio vi dia quella(a) pace e chonsolazione che desiderate insieme!

 E per simile mi disse chome Francescho aveva ed à levato fondacho, che altresì mi(j) piace perché, Stoldo, con tutto ch’io so che tu ài qui Zanobbi di Taddeo tuo frattello1 che fa le facende(k) vostre ed è persona suficente(l), nonestante acciò gli achagiono alchuna volta facende strane che l’uomo(m) non vole dare ad ognuno(n). E pertanto io mi t’ofero me e ‘l maestro mio(o) che ogni ora(p) che per te o per Francescho potesimo fare alchuna chosa, siamo presti. E per certo, Stoldo, sie certo ch’i’ ò volontà(i) di servirti però che Amdrea m’à tanto detto di te che sempre ti sono hubrighato.

 Altro(q) non veggio averti a dire, se non che non ti sia grave rispondarmi sopra quele(a) chose ti scrivo(q). Christo ti guardi!

 Da puoi ò auta lettara da Vignone d’Andrea. Nonestante acciò avisami se de la ‘ntenzione di Francescho verso d’Andrea da giennaio i· llà tu sai niente. Rispondi.

 Il tuo Ghino di Bartolomeo / di Vinegia // a’ tuoi piaceri(r).

[verso]

[adresse]

 Stoldo di Lorenzo al fondacho di Francescho da Prato(s) in Firenze

.G.

[main de Stoldo di Lorenzo ; date de réception]

 1387, da Vinegia, a dì XXI d’aghosto.

Risposto.

(a) Hampe du q barrée. (b) Tilde ondulé superflu sur p(r)a. (c) Tilde ondulé superflu sur ai. (d) Tilde superflu sur te. (e) Tilde ondulé superflu sur le r. (f) Tilde superflu sur ri. (g) Bord droit du feuillet rogné. (h) Tilde superflu sur mpo. (i) Tilde superflu sur le premier o. (j) Tilde superflu sur le mot en fin de ligne. (k) f corr. sur g. (l) Suivi de edassai rayé. (m) Tilde superflu sur le second o. (n) Tilde superflu sur uno en fin de ligne. (o) Tilde superflu sur io. (p) Tilde superflu. (q) Tilde superflu sur le o. (r) Tilde superflu sur eri. (s) Tilde superflu sur le a.

1 . Zanobi di Taddeo Gaddi était un cousin de Stoldo di Lorenzo.