[recto]

[main de Ghino]

  + Al nome d[i] Dio, amen. A dì XVIII di giugno 1383.

 A’ dì pasati e per me e per lo fomdaco v’abiamo scritto quanto è suto di bisogno, sì che per questa chale breve dire.

 Com questa sarà Ia mia letera, la quale(a) va ad Amdrea mio fratello, e però i∙ luogho di gram servigio(b) vi pregho la mandiate per modo salvo(c). E se aveste a mamdare alchuna merchantia a questi(a), vi pregho la metiate en qualche(a) balla per modo vada salva ; e perché restasse 4 o 6 dì, non fa forza, pure che vada salva, e di ciò vi pregho. E se mi rispomdete o scriveste già mai per nesuno tempo(d), scrivetemi a Brescia com Bindo Tucci e mandate le letere a’ vostri di Milano che me le mandino.

 Altro non vegio avervi a dire però che so certo Amdrea non bisogna vi rachomandi, ché avete fatto e farete di lui come di vostra cosa. Idio vi guardi!

 Ghino di Bartalomeio / Ghini // di Siena, salute.

[verso]

[adresse]

 Framcescho di Marcho e compagni di Prato(e) in Pisa

.G.

 II letere

[main de Matteo di Lorenzo ; date de réception]

 1383, da Siena, a dì XXI di giugno(f).

(a) Hampe du q barrée. (b) Tilde superflu sur io. (c) Tilde superflu sur le o. (d) Tildes superflus sur le e en fin de ligne et sur le o à la ligne suivante. (e) Tilde superflu sur ato. (f) Tilde superflu sur gno.