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[main de Ghino di Bartolomeo]

  + Al nome di Dio. A dì XVI di novenbre 1383.

 Egl’è asai che per noi non v’è stato scritto per none esere achaduto il bisogno ; e poi a dì XIIII° per mani di Salvestro Barducci avemo vostra lettara e con esa una ci manda Bongianni Pucci e Bruno di Franciescho di Gienova. A la vostra rispondo apreso a’ bisogni(a). Rispondete quando l’avete.

 Voi dite credete da’ detti siamo stati avisati chome non ànno più chostì compagni chome solevano per lo pasato e che ogni loro facienda v’ànno rimeso nelle mani. E pertanto dite che se noi voliamo scrivare loro niente, a voi la mandiamo ché la mandarete loro. Per che vi diciamo che da loro niente n’abiamo e maraviglàciene che anco per questa niente cie ne dichono. Or nientemeno chosì faremo che a voi tutto mandaremo e voi la mandarete salva.

 Le proferte ci fate abiamo chare e acciettàlle ; e quando niente ci ataglarà di merchantie o di chanbi, vi daremo tutte nostre chomesioni, e siamo cierti a fede e chon amore ci servirete.

E simile diciamo noi a voi che, se qua o di merchantie o di chanbi v’atagla mandarcci a fare niente, siamo presti a servirvi e abiamo bene il destro a servirvi di ciò vi bisogna ; e trovarete, quando alquna(b) chosa ci cometarete, esere ben serviti, e per opare lo vedrete.

 Siamo avisati di tutti pregi di più merchantie e pertanto vi diciamo facieste bene, e chosì fate per l’avenire. E per chagione de la moria gl’artefici e simile tutti merchatanti ci so’ non so’ ancho tornati tropo in ghanghari. Non si fa quasi niente ma pure chome si sia tanto siamo stati in darno per detta chagione che ingiumai si vorà atendare a ristorare il tenpo perduto. E pertanto vi diciamo ci scriviate speso ; e quando alquna(b) chosa avesse mutazione, cie n’avisate. E altra risposta non chade a vostra lettara.

 Noi crediamo sapiate chome i· Lombardia, cioè a Brescia, abiamo gran traficho, cioè uno fondaco di ritaglo e ‘l fondacho di tutte merchantie e di costì traiamo asai lane e speziarie e talora de’ panni. E pertanto, se vi pare di scrivare loro e avisarlli di tutti pregi di lane, di speziarie e d’ogni chosa vedete sia di bisogno, sì ‘l fate. E là dicie la compagnia ‘Bindo Tucci e compagni da Siena in Brescia’, e adesso è là Bindo nostro. E quando entrase alquno(b) naviglo in porto, n’avisate loro e noi

vollette

[verso]

e di loro portate, e masimamente di lane d’ogni ragione. E Bindo atendiamo inanzi Natale, e per magiore per noi rimane là Ghino di Bartalomeo fratello d’Andrea di Bartalomeo per voi sta a Vignone ; e siamo cierti che, se di nulla vi domandarano, sarano bene serviti. E quando scrivete loro, mandatele a Cremona a Giovanni Ramondi o a Bologna a Tomaso Ciati, ché ciascuno fa i fatti nostri.

 Per la prima ci avisate di pregio di zafarano toscano e di marcha e quelo(c) per questo anno se ne spera. Qui(b) vale f. 2 2/3 e sperasi farà ghattiva fine.

 Quando ci scrivete, ognora ci avisate di chanbi per Milano e simile per ogni parte. E altro no[n] vegiamo avere a dire. A D[i]o siate!

 Per chostì 1 1/3 questi pegio, Firenze I/I, Perugia 2 ¾ qui(b) meglo. Di merchantie (?) per ora no[n] vi posiamo avisare a punto. Avisarène per altra.

 Per Bindo Tucci / e compagni // di Siena.

 Avisateci, se niente ci mandaste a fare di canbi, per cui mano abiamo a pagare ; e voi non pagate se no[n] per questa mano.

[adresse]

 Franciescho di Marcho e compagni(d) da Prato in Pesa.

 (marque de la compagnie Bindo Tucci)

[main non identifiée (Manno d’Albizo ?) ; date de réception]

 1383, da Siena, a dì XXI di novenbre.

Risposto.

(a) I final corrigé sur o. (b) Hampe du q barrée. (c) Tilde superflu sur elo. (d) Tilde superflu sur com en fin de ligne.